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LA VAL TREBBIA

Descrizione

Il bacino del Trebbia ha una superficie complessiva di circa 1.070 km2, di cui gran parte in ambito collinare-montano (86%). È situato in destra Po, tra i bacini del Tidone e dello Staffora a est, del Nure a ovest, dello Scrivia a sud-est, del Taro a sud-ovest e dello Sturla a sud. Il fiume Trebbia nasce dal monte S. Lazzaro nell’Appennino Ligure e confluisce nel Po, poco a ovest di Piacenza, dopo un percorso di circa 116 km. Lungo lo spartiacque a sud si hanno i monti Penna (1.735 m slm.) e Maggiorasca (1.799 m slm.), a est il monte Cavalmurone (1.670 m slm.) e a ovest il monte Crociglia (1.578 m slm.). Riceve numerosi affluenti, fra cui il più importante è il torrente Aveto, lungo circa 30 km. Altri affluenti di una certa importanza sono i torrenti Bobbio, Perino e Dorba.

Morfologicamente l'area appartiene all'Appennino piacentino ed è caratterizzata da un fondovalle formato da masse calcaree molto dure, all'interno delle quali il fiume si è scavato un percorso tortuoso e suggestivo che, tagliando gli strati depositati, ha portato in luce nei secoli significativi fenomeni fossiliferi. L’alta collina del Trebbia, con vaste superfici boschive, è caratterizzata dalla presenza degli affioramenti ofiolitici (Pietra Parcellara, Pietra Marcia, Pietra Perduca). La zona della finestra tettonica di Bobbio è importante e unica per la presenza delle formazioni neolitiche dette delle “Arenarie di Bobbio” e delle “Arenarie dell'Aveto”, cioè le formazioni più recenti dell'area appenninica piacentina portate in superficie dall'azione erosiva del Trebbia e dell'Aveto. La zona dell'alta val Trebbia e val Boreca è caratterizzata, in particolare la seconda, dal profilo a V con assi ravvicinati rappresentati dai rilievi dei monti Cavalmurone, Chiappo, Alfeo e Lesina.

Dal punto di vista insediativo la dominanza del nucleo di Bobbio sull'intera vallata, durante il periodo medioevale, ebbe un’importanza fondamentale, Il centro storico di Bobbio è il polo principale della vallata e si è sviluppato urbanisticamente in relazione originariamente al complesso monastico del nucleo cenobitico di San Colombano, ma ha seguito poi le alterne vicende che dal periodo medievale vescovile lo portarono dapprima alla dominazione Viscontea quindi Sabauda infine Pavese. Nell’area è stato recentemente istituito il Parco Fluviale Regionale del Trebbia, area protetta estesa dalla confluenza nel Po sino alla porzione pedemontana nel Comune di Rivergaro, comprendendo parzialmente la conoide ed il tratto di pianura. 

Il principale interesse floristico è dato dalle vaste aree di greto consolidato, occupate da formazioni steppiche e basso arbustive particolarmente ricche, che ospitano diverse specie appenniniche ed alcune orchidee. Nel Basso Trebbia si trovano formazioni arboree dominate da pioppi e salici. Nel Bosco di Croara si trovano la rovere, il cerro, il castagno mentre nei sottoboschi trova riparo il pungitopo. Per la collocazione geografica il Trebbia è interessato dal transito e dalla sosta di numerosi migratori, airone bianco maggiore, nitticora, garzetta, limicoli e rapaci, che si spostano dai quartieri di svernamento a quelli di nidificazione. La conoide del Trebbia svolge inoltre un ruolo chiave nella conservazione dell’Occhione specie di importanza conservazionistica a livello europeo e nazionale. Si trovano poi rettili e varie specie di pesci come il Cobite comune, il Barbo canino, il Barbo comune e la Lasca.

A Passo Penice, sulle pendici del monte omonimo, da dicembre a marzo sono aperti gli impianti sciistici mentre in località le Vallette di Ceci è possibile praticare lo sci di fondo attraverso un percorso di 10 km, distribuito in anelli di diverse lunghezze.

Ufficio informazioni turistiche di riferimento
Data di aggiornamento
Venerdì, 17 Marzo 2017
Informazioni a cura dei Servizi di Informazione e Accoglienza Turistica dei Comuni di Bobbio, Borgonovo V.T., Castell'Arquato, Piacenza e Vigolzone